Parchi industriali
Concentrare in un unico sito le condizioni che rendono sostenibile l’attività industriale — in contesti in cui tali condizioni richiederebbero altrimenti decenni per svilupparsi.
Progetti in corso: in Cina, Nankang (Jiangxi), Changsha (Hunan). In fase di studio: in Egitto, area del Canale di Suez.
Le aree industriali sono uno degli strumenti più efficaci per accelerare lo sviluppo economico — e anche uno dei mezzi più ampiamente utilizzati in Asia, Africa e in tutte le aree del mondo dove lo sviluppo industriale è oggetto di programmazione. La Cina, in particolare, ha adottato in modo sistematico questo modello come motore di crescita regionale. La logica è diretta: concentrare in un unico luogo le condizioni che rendono possibile l’attività industriale — infrastrutture, approvvigionamento energetico, connettività logistica, chiarezza normativa e accesso alla manodopera — in contesti in cui tali condizioni richiederebbero altrimenti decenni per formarsi in modo organico.
Lo sviluppo di un’area industriale non è mai un semplice progetto di costruzione. Richiede una ricognizione preliminare del contesto politico e normativo, l’individuazione delle controparti pubbliche appropriate a livello nazionale e locale, e una strutturazione attenta degli investimenti — che in genere combina incentivi pubblici, capitale privato e, in alcuni casi, finanza proveniente da organismi internazionali.
Nei contesti ad alto potenziale, ma ancora emergenti, anche quando esista una architettura istituzionale e normativa completa, capace di trasformare questo potenziale in un progetto finanziabile, è comunque necessario creare un raccordo con investitori e partner industriali determinati ad intervenire. Ed è in gran parte in quell’area che si sviluppa l’intervento di EMCC.
Le aree industriali internazionali — che coinvolgono cioè partner di più paesi — rappresentano un ambito di particolare attenzione per EMCC, che in questo settore ha accumulato un’esperienza diretta e continuativa. Il primo coinvolgimento significativo risale al 2016, con l’avvio del Parco Agroalimentare Italo-Cinese di Yangzhou, nella provincia di Jiangsu: un percorso che ha incluso numerose missioni istituzionali tra Italia e Cina, la firma di accordi formali tra il Parco ed istituzioni italiane, la costituzione in loco di una società di servizi dedicata, l’istituzione di un laboratorio di ricerca per i controlli alimentari, l’apertura di un ufficio di rappresentanza a Roma, il coinvolgimento di studi di design italiani per lo sviluppo di una piattaforma commerciale, e l’organizzazione di eventi promozionali con la partecipazione istituzionale, sia in Italia che nella Repubblica di San Marino.
Negli anni successivi, iniziative analoghe sono state avviate nel distretto di Hai’an, a Nantong (provincia di Jiangsu) — con un focus sul settore del mobile — e in altre città cinesi.
Più recentemente, nel 2024 EMCC ha partecipato in qualità di aggregatore di investimenti al progetto del Parco Industriale Italo-Cinese del Mobile di Nankang, a Ganzhou, nella provincia di Jiangxi. Nel 2025, EMCC ha promosso la realizzazione del Parco Industriale Sino-Europeo per le Tecnologie Avanzate di Changsha, nella provincia dello Hunan. Sempre nel 2025, in Egitto, EMCC ha condotto uno studio di fattibilità approfondito per la realizzazione di un parco industriale sino-egiziano, previsto nella Zona Economica del Canale di Suez, inclusa la gestione di seminari e visite istituzionali per favorire una corretta analisi e promozione del progetto.